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Testimonianze

 

Email di ringraziamento al dott. Maurizio Eleuteri (27/02/2014)

Con queste poche righe, vorrei ringraziarla per l'assistenza prestata a mia madre, stando accanto a mia madre ho potuto vedere con quanta dedizione, pazienza, professionalità e grande senso umano è stata assistita. E' vero, ci sono momenti in cui i medici che tutto il personale, lavorano in situazioni di disagio dovuto probabilmente a causa di forza maggiore, ma è proprio questo che fa onore, poiché riescono a gestire anche queste situazioni con determinazione e grande senso di responsabilità. Buon lavoro e ancora grazie da mia madre da me e da tutta la mia famiglia.

 

Email di ringraziamento al dott. Maurizio Eleuteri (13/02/2014)

Buonasera prof., qui procede tutto a meraviglia il mio seno e perfettamente bello e naturale e anche più grosso rispetto a due settimane fa, ha fatto proprio un bel lavoro … volevo dirle che ho una rande stima nei suoi confronti.

 

Email di ringraziamento al dott. Maurizio Eleuteri (23/11/2013)

Sono a ringraziarLa immensamente per la sua email e per le notizie fantastiche in essa contenute nonché per la Sua particolare attenzione prestata alla mia situazione.

 

SMS di ringraziamento al dott. Maurizio Eleuteri (10/10/2013)

Lei ha le mani d'oro le ho mandato due amiche... Anche loro per mastoplastica dico sempre che non e solo un bravo chirurgo ma un angelo... perchè oltre ad avermi dato in seno mi ha dato anche la naturalezza... e questo e moltp importante... la mia vita è gia cambiata per via della mia sicurezza... Lei e un grandeeee.

 

Vladimir Luxuria racconta a Ok Salute l'intervento per la ricostruzione del seno

Prima di addormentarmi ho immaginato il mare. Poi sono caduta assopita, grazie all’anestesia, sul lettino del chirurgo. Sapevo che quando mi sarei svegliata avrei avuto quello che da tempo desideravo. Il seno, come qualsiasi donna di questo mondo. Dietro le palpebre chiuse immaginavo una distesa placida: più che una visione, un sussurro, una ninnananna. Ed ero tranquilla come mai. A 42 anni, con una poltrona in Parlamento nelle file di Rifondazione comunista, oramai alle spalle le frenetiche stagioni delle discoteche, avevo raggiunto la stabilità psicologica necessaria per affrontare l’intervento: mi sarei sottoposta a una mastoplastica additiva. Un passo decisivo sulla strada che stavo percorrendo da una vita intera: riappropriarmi del genere a cui da sempre so di appartenere. Io lo chiamo un processo androginoide: sono nata uomo, ma dentro sono donna. Erano almeno cinque anni che ci pensavo. A bloccarmi, la paura per l’operazione e la consapevolezza che non sarebbe stato facile né immediato convivere con una parte del corpo nuova, appiccicata addosso. È stata la mia amica Silvia, anche lei transgender, a convincermi. Il chirurgo che l’aveva operata, Maurizio Eleuteri, aveva fatto un buon lavoro e lei sfoggiava un seno invidiabile. Ho preso fiducia. Ho cominciato la trafila di visite e accertamenti dallo stesso specialista, con lui abbiamo deciso l’aspetto e la misura di quello che sarebbe stato il mio nuovo décolleté. Ho scelto una terza abbondante, che si armonizasse con il mio metro e 80 di statura. Di esagerare non mi andava proprio. Quel seno lo volevo per piacere di più a me stessa, non per attirare gli sguardi degli uomini su una quinta gonfia e statica. Il dottore mi ha informata di tutti gli effetti collaterali possibili: che il silicone si indurisse e creasse l’effetto palloncino o che il corpo rigettasse le protesi. Ma ero decisa. Abbiamo optato per un tipo di silicone di ultima generazione, cosiddetto ruvido: si adattava meglio alla forma del mio petto, che per natura non era completamente piatto come spesso quello dei maschi. Non ho dovuto sottopormi ad alcuna cura ormonale. I giorni precedenti all’operazione mi turbinavano in testa timori, domande, dubbi: mi riconoscerò? Riuscirò a indossare vestiti scollati o mi vergognerò? La notte potrò dormire a pancia in giù? Per l’intervento ho approfittato delle vacanze pasquali, era l’aprile del 2007. Quando mi sono guardata allo specchio, anche con addosso una fasciatura stretta, ho saputo subito una cosa: quel seno era come se l’avessi sempre avuto. Ho passato due notti in clinica, con dolori atroci perché la pelle sotto cui erano state inserite le protesi tirava per adattarsi alle nuove mammelle. Due cannule per il drenaggio sporgevano dalla medicazione e aiutavano il mio corpo a eliminare le secrezioni e il sangue. Il petto era gonfio, come spingesse, ma io mi sentivo molto femmina: si sa, le donne hanno una soglia di sopportazione del dolore molto più alta rispetto agli uomini. Tornata a casa, ho tenuto per un mese un reggiseno ortopedico. Ma ci è voluto un anno perché il seno risultasse davvero naturale. Poi è arrivata L’Isola dei famosi: in Honduras mi sono messa a nudo, in ogni senso. Sapevo della morbosità che avrebbero suscitato le mie tette nuove di zecca, non solo sui compagni di avventura ma anche sugli spettatori. Ho evitato il topless ma mi sono sentita perfettamente a mio agio con il bikini, anche perché un pareo legato allo slip nascondeva i genitali. Lì l’operazione non l’ho fatta. E non ci penso. A dirla con una battuta, ciascuno deve accettare i propri difetti. E poi, con i 17 chili persi durante il programma, mi sento in forma, più femminile e soddisfatta che mai.

 

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MAURIZIO ELEUTERI

Nato a Roma il 01-08-1959. Nel 1978 Diploma di Maturità Scientifica. L’11-04-1985 LAUREA in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Roma "LA SAPIENZA" discutendo la Tesi di Laurea "Ricostruzione della mammella dopo demolizione per tumore". Aprile 1985 abilitazione all'esercizio professionale. Il 26-07-1985 iscrizione all'Albo Professionale dei Medici e Chirurghi di Roma (n. tessera 36350). Il 14-07-1989 diploma di specializzazione in "Chirurgia a dell’Apparato Digerente" conseguito presso l'Università di Roma "LA SAPIENZA". Dal 1992 Socio aderente alla "Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica". Dal 1994 Socio Onorario della "Associazione dei Chirurghi Plastici dell’Italia centrale". Il 20-07-1994 Diploma di Specializzazione in "Chirurgia Plastica e Ricostruttiva" conseguito presso la II Università di Roma "Tor Vergata". L'11-1995 passaggio da Socio Aderente a Socio Ordinario della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica. Dicembre 1995 vincitore della Borsa di Studio erogata dalla "Fondazione Enrico ed Enrica Sovena" della durata di un anno per il programma di ricerca "L'utilizzo della tecnica video assistita in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica". Nel 1997 Consigliere dell'Associazione dei Chirurghi Plastici dell'Italia Centrale. Dal 2000 Professore alla II Università degli studi di Roma "Tor Vergata". "Scuola di specializzazione in chirurgia Plastica e Ricostruttiva".